Come trasformare la scuola in una palestra di allenamento e uscire per sempre dalla trappola del pappagallo

Hai mai sentito parlare della “trappola del pappagallo”? E’ possibile, quasi certo, che tu genitore ci sia passato e che
tuo figlio ci sia dentro o comunque la stia attraversando.

Perché tu possa aiutare tuo figlio, è molto importante verificare:

  • Che tu ne sia uscito!
  • Come te ne sei liberato!
  • Quantificare eventuali danni subiti!

 

Per verificarlo, prenditi qualche secondo: sposta il pensiero.

Torna al primo giorno in cui è iniziata la tua carriera scolastica. Fatti una passeggiata attraverso gli anni della “Scuola dell’Obbligo”.

 

Per esempio:

Ti sei mai sentito inchiodato a una sedia per ore e ore? A compilare schede fotocopiate o copiare dalla lavagna i
lunghi scritti della maestra? Leggere, sottolineare e ripetere per studiare la lezione? Stare in silenzio, ascoltare e
basta non fare domande per non “disturbare”? Hai mai investito più energia a escogitare strategie per copiare
piuttosto che per studiare meno ma meglio?

Se la risposta a una o a tutte queste domande è affermativa, allora è ufficiale: sei stato vittima del pappagallo.
Tranquillo. Non sei l’unico. Ci siamo passate anche noi e sappiamo come liberarti.

 

Prima di tutto bisogna sapere che…

Il pappagallo si presenta colorato ma:

  • Non gli piacciono gli errori;
  • non gli piacciono i perché;
  • non gli piacciono i free styler;
  • Detesta il disordine e il caos creativo.

Ti trascina nella trappola facendoti credere che: per imparare è meglio ripetere uguale, uguale a come dice il prof. o come dice il libro.

 

Così è nato il metodo del pappagallo:

  • Leggi;
  • Sottolinea;
  • Ripeti;

Via via che entravi nella trappola, verso i 7 anni, ancora una creaturina incantata dai colori del pappagallo, ti sei
convinto che il quaderno doveva essere subito ordinato e perfetto. Lui diceva: “stai nelle righe”, “metti bene in
colonna i numeri”, “fai la brutta su un foglio a parte”, “fai la bella sul quaderno”, “stai nei bordi”. E quando ci riuscivi
lui diceva: “bravo”. E come ti piaceva sentirti dire bravo.

 

Ti piaceva così tanto che: hai imparato a stare più attento a bordi e righe smettendo di farti e fare domande su
cosa metterci dentro.

Hai presente, poi:

  • le pagine strappate o sbianchettate per nascondere gli errori?
  • Le penne cancellabili te le hanno mai fatte usare?

 

Ecco come:

nell’insidiosa trappola del pappagallo l’errore diventa ORRORE che diventa TERRORE

 

Dal primo giorno di scuola elementare la maggior parte di noi si è abituata a essere valutata da altri attraverso voti,
punteggi e riconoscimenti basati sul numero di errori.

Studiavi per? Non fare errori e soddisfare gli altri. Per: sentirti dire “bravo, bravo, bravo”.
In tutto questo impegno che mettevi nel non fare errori e soddisfare gli altri hai perso di vista il motivo per cui stavi
attraversando anni e anni di scuola.

Lasciavi sempre più spazio al pappagallo che ti si posizionava sulla spalla e ogni volta che ti veniva un’idea geniale,
un po’ fuori da bordi e linee, non ti diceva “bravo” ma ti ripeteva “che cavolata, che cavolata, che cavolata”.
Quando pensavi di aver trovato una strategia di studio più veloce della sua ti suggeriva “smettila, pigrone, cerchi
sempre la strada più facile”, e infine quando ti veniva una domanda da fare al prof. “non farla è stupida, rideranno
tutti”, e se ti veniva una riflessione? Eccolo là pronto a esclamare “tanto non riesci a dirgliela, arrossisci, balbetti”.
Quando eri sicuro che il prof. avesse detto un’inesattezza galattica, stavi per alzare la mano e intervenire….ma
partiva il disco rotto del pappagallo “stai zitto, stai zitto, stai zitto, non rischiare”.

E, poi è arrivato il passaggio finale: tu sei diventato il pappagallo.

Idee innovative, strategie personali, riflessioni divergenti, domande atipiche, connessioni straordinarie, creatività,
curiosità, interesse, entusiasmo, voglia di fare, SI SONO SPENTE.

E il tuo metodo è rimasto: Leggi, sottolinei, ripeti; leggi, sottolinei e ripeti; leggi, sottolinei e ripeti.

TANTO FA LO STESSO.

 

Come Uscire dalla trappola

“Ti preghiamo. Ripeti con noi: non sono un pappagallo. Più convinto! Non sono un pappagallo! Più forte!

NON SONO UN PAPPAGALLO! Senza ridere, però!”

Ok. Ci siamo.

Ora chiediti:Tutti gli anni di scuola che hai attraversato a cosa ti sono serviti? Ad accumulare v(u)oti?
Sposta il pensiero. Torna a oggi. Tuo figlio. Tu puoi aiutarlo a posizionare il suo sguardo oltre il vuoto del voto!

 

Come???

Osserva tuo figlio in azione. Ascolta cosa ti racconta. Tieni appesi in cucina i Report precedenti su Potenzialità,
Intelligenze multiple e Stili di Apprendimento!

 

Aiutalo con Domande Strategiche a tenere in attività: pensiero critico, idee innovative, strategie personali,
riflessioni divergenti, domande atipiche, connessioni straordinarie, creatività, curiosità, interesse, entusiasmo, voglia
di fare!

Se la conoscenza che acquisiscono a scuola resta attiva solo fino al momento di interrogazioni e verifiche, i nostri figli
rimangono intrappolati dal pappagallo!

Aiutiamoli a collegare nella quotidianità dei racconti famigliari, per esempio a cena o durante il weekend, ciò che
imparano del mondo e di sé stessi grazie o nonostante la scuola.

Sposta il tuo sguardo sulle sue potenzialità, strategie e intelligenze e prenditene cura! Oltre il voto!

…questo è solo l’inizio.

 

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