Usabilita’ secondo vari autori

Come avete potuto capire dai precedenti articoli l’usabilità non è un concetto così semplice ed immediato.

Infatti, diversi ricercatori hanno tentato di chiarire tale concetto.

Vediamo cosa hanno detto.

Shackel
L’usabilità, secondo Shackel, di un artefatto consiste nella “sua capacità, in termini di caratteristiche cognitive umane, di essere utilizzato facilmente ed efficacemente da una specifica categoria di utenti, posto uno specifico esercizio e supporto all’ utente, per svolgere specifiche categorie di compiti, all’interno di specifici scenari ambientali”.
Oggi, è colui che ha incontrato i favori della comunità che ruota intorno all’HCI (Human Computer Interaction).

Kunkel, Bannert e Fach
Questi tre ricercatori, facendo riferimento ai testi di Shackel, affermano che, il contesto generale dell’usabilità comprende le quattro principali componenti di una situazione di lavoro: utente, compito, sistema ed ambiente. Riuscire ad unire l’interazione di questi quattro fattori significa aver progettato in usabilità.

Preece
Preece fornisce una definizione più semplice per il concetto di usabilità: “Gli obiettivi della Human Computer Interaction (HCI) sono quelli di sviluppare e migliorare sistemi che prevedano l’utilizzo di calcolatori in modo che gli utenti possano svolgere i loro compiti senza problemi, efficacemente, efficientemente e apprezzando il loro strumento di lavoro. Questi quattro fattori, assieme, compongono il concetto di usabilità ”.

Shneiderman
Tale ricercatore individua, nel concetto di usabilità quattro dimensioni principali: l’efficienza (effìciency), la facilità di apprendimento (learnability), la facilità di ricordare i comandi principali (memorability), la soddisfazione nell’uso (satisfaction).
Considera, il concetto di usabilità, prettamente pratico, e la sua analisi deve fornire linee guida per la progettazione.
La finalità della valutazione è quella di assicurare che i prodotti software siano caratterizzati da: brevi tempi d’apprendimento, rapida esecuzione dei compiti, basso tasso d’errore, facilità nel ricordare le istruzioni di base, alta soddisfazione dell’utente.

Morris e Dillon
Questi due studiosi considerano il concetto di usabilità come difficile da definire. Secondo loro, l’usabilità è spesso identificata come un attributo dell’ interfaccia, anziché come una qualità propria del prodotto considerato nella sua completezza. Se così fosse sarebbe sufficiente seguire delle linee guida valide per ogni prodotto; al contrario, seguire dei principi di questo tipo non garantisce l’usabilità del prodotto.

Jackob Nielsen
Tale studioso definisce l’usabilità come: “la misura della qualità dell’esperienza di un utente in interazione con qualcosa, sia esso un sito web o un’applicazione software tradizionale o qualsiasi altro strumento con il quale l’utente può operare”.
Secondo Nielsen, un prodotto è usabile quando è facile da apprendere, consente un’efficienza di utilizzo, è facile da ricordare, permette pochi errori d’interazione e di bassa gravità, è piacevole da usare.

Quindi, per essere usabile, un prodotto dovrebbe essere…?

1. Adeguato ai bisogni e alle aspettative degli specifici utenti finali che lo usano in determinate condizioni;
2. Risultare facile da capire, da imparare, da usare, ed essere gradevole;
3. Consentire di eseguire le specifiche attività lavorative in modo corretto, veloce e con soddisfazione.

Analizziamo insieme questi tre punti…

1.Affinché un prodotto sia adeguato ai bisogni e alle aspettative degli utenti finali, occorre conoscere bene le caratteristiche degli utenti, le attività che svolgono e il contesto organizzativo e sociale nel quale sono inseriti e operano.

2.Per quanto attiene invece la facilità di comprensione e di utilizzo, allo stato attuale,sono disponibili principi e linee-guida di
interfaccia consolidati, basati sulle conoscenze degli aspetti cognitivi e comportamentali dell’interazione uomo-computer, che
possono agevolare la realizzazione di un prodotto usabile.

3.Per garantire l’usabilità è di fondamentale importanza confrontarsi costantemente con gli utenti finali, con coloro che saranno direttamente operativi sul prodotto una volta rilasciato, per verificare, valutare e, eventualmente, misurare le scelte di progettazione in termini di reale gradimento dell’utente.
NB: Jackob Nielsen è definito “il guru dell’usabilità dei siti web” (The New York Times): autore di numerosi articoli e libri sull’usabilità dei siti web.
 

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