Ma quante tipologie di Oro esistono?

Consideriamo la Legge 7/2000 che individua tre diverse categorie di Oro:

1) La prima è l’Oro da investimento inteso come :

“il metallo lavorato in lingotti e in placchette di peso accettato dal mercato dell’oro ma comunque superiore ad 1 grammo, di purezza pari o superiore a 995 millesimi”.

Sono inoltre da intendere come Oro da investimento “le monete d’oro di purezza pari o superiore a 900 millesimi, coniate dopo il 1800 e vendute ad un prezzo che non supera dell’80 % il valore sul mercato libero dell’oro in esso contenuto.

2) La seconda distinzione è il materiale d’oro ad uso prevalentemente industriale. Rientra in questa categoria:

“la materia prima aurifera grezza destinata a successiva fusione” ossia così come viene trovata in natura o perlomeno come arriva negli impianti prima della fusione,

 “i semilavorati di purezza pari o superiore a 325 millesimi, sia in qualunque altra forma e purezza”,

ed infine l’oro da investimento  (di cui già abbiamo parlato sopra) ma che non viene destinato a riserva di valore  bensì a successiva lavorazione. Oro che magari venga fuso per fare lingotti più grandi.

3) L’ultima categoria è la più ampia, infatti comprende tutto ciò che rimane fuori dalle prime due definizioni. Quindi :

“il cosidetto oro da gioielleria ad uso ornamentale”

“oro per la componentistica elettronica” come ad esempio i rivestimenti all’interno di Pc, cellulari, ecc..

“l’oro per scopi medici e diagnostici” ad esempio le otturazioni in odontoiatria o scopi medici.

 

Carati Oro: cosa sono?

 

Cos’e’ “la titolatura” o “il titolo” dell’oro? Cosa sono i carati oro?

Molte volte sentiamo parlare di millesimi, altre volte di carati oro (kt). E’ facile entrare in confusione con ciò che si legge o abbiamo tra le mani  se non conosciamo queste distinzioni.

L’oro si può trovare in svariate titolature, ovvero in svariate leghe o “miscele” di materia pura unita ad altri metalli di minor costo o valore. La titolatura di un metallo e’ dunque la percentuale di materia pura presente all’interno del metallo che stiamo analizzando.

Per l’oro tale titolatura viene molte volte espressa, non in millesimi come per l’argento, ma utilizzando come unità di misura il carato.

Il carato nelle leghe d’oro esprime la misura di “purezza” e qualifica quindi le parti d’oro puro all’ interno del prodotto finito, riportando il valore su una base matematica di 24/24. In altre parole un “carato”, che si esprime con il simbolo kt, equivale ad una parte d’oro su un totale di 24 parti di metallo costituente la lega.

Questo ci fa capire  che con la dicitura 18 carati (18kt) si vuole esprimere una lega d’oro composta da 18 parti d’oro puro (altrettanto detto “fine”) su un totale di 24 parti. L’oro di massima purezza è evidentemente composto da 24kt, ovvero 24 parti di oro puro su 24 di lega metallica.

 

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TITOLATURA ORO
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La successiva tabella ci riporta una rapida descrizione comparativa tra carati (kt) e millesimi per le leghe d’oro:

  • 24kt    -> 24 carati -> corrispondono a 999 grammi di oro su 1000 grammi di lega complessiva
  • 22kt    -> 22 carati -> corrispondono a 916,66 grammi di oro su 1000 grammi di lega complessiva
  • 21,6kt -> 21,6 carati -> corrispondono a 900 grammi di oro su 1000 grammi di lega complessiva
  • 18kt    -> 18 carati -> corrispondono a 750 grammi di oro su 1000 grammi di lega complessiva
  • 14kt    -> 14 carati -> corrispondono a 585 grammi di oro su 1000 grammi di lega complessiva
  •  8kt     -> 8 carati -> corrispondono a 333 grammi di oro su 1000 grammi di lega complessiva

 

L’articolo n.17 del D.P.R. n. 150 del 2002 dice che il titolo si appone «facendo precedere le cifre indicanti i millesimi e i decimi di millesimo di metallo fine, dai simboli Pt, Pd, Au, Ag, rispettivamente per il platino, il palladio, l’oro e l’argento e facendole seguire dal simbolo ‰.

E’ anche ammesso che il titolo sia espresso sotto forma di frazione, con denominatore 1000 e con la eliminazione del simbolo ‰ ».

Questo significa che l’unica punzonatura ammessa sugli oggetti è quella in millesimi e quindi controlliamo che sia scritto, all’interno di una losanga, ad esempio, «Au750‰», qualsiasi altra indicazione sarebbe invece fraudolenta. Deve inoltre essere presente il marchio del fabbricante nella forma provincia e numero progressivo.

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