A volte le ispirazioni per il tema di un libro o di un articolo per un blog arrivano dalle situazioni che ci troviamo a vivere nella vita quotidiana.

E’ come se si accendesse una lampadina e, come per incanto, ti trovi a fare delle considerazioni interessanti (almeno per me e spero lo siano anche per te).

 

Così è stato per quanto riguarda il rapporto tra la gratitudine e quella che io chiamo la “sana” autostima.

 

Vero è che se ne sono occupati nello specifico gli psicologi fautori della cosiddetta “psicologia positiva”, dimostrando che una persona grata è una persona dotata di buona autostima.

Trovarsi però personalmente, anche dopo aver fatto alcune ricerche sull’argomento, a rispondere ad un lettore è altro affare.

 

La domanda che mi è stata posta da Francesco è stata così formulata:

“Come ha inciso sulla tua autostima la presa di coscienza del sentimento della gratitudine?”

 

Ammetto che questa domanda ha fatto veramente breccia su di me per due motivi:

  1. la gratitudine era stata definita un “sentimento”,
  2. Francesco aveva definito la gratitudine una “presa di coscienza”.

 

Cosa è una presa di coscienza per me?

E’ una sorta di risveglio, di consapevolezza di ciò che ha maggiormente valore per noi.
Credo fermamente che una presa di coscienza possa verificarsi anche nei confronti di un sentimento, cioè di una qualità del cuore.
In fondo siamo esseri in continua evoluzione e nel nostro percorso un sentimento può assopirsi, così come può risvegliarsi in qualunque momento.

 

Tornando alla domanda e a come ha inciso per me e per la mia autostima questa favolosa “presa di coscienza”, devo ammettere che si è trattato di un tassello importantissimo per la costruzione del mio equilibrio emozionale e, di conseguenza, per la mia “sana” autostima.

 

Mi piace parlare di “sana” autostima proprio per sottolineare l’importanza di un equilibrio tra la bassa/scarsa autostima e quella troppo alta/eccessiva.

“La verità sta nel mezzo”

a) Nel primo caso si tende ad assumere atteggiamenti di lamentela, negatività, sfiducia in sé stessi e negli altri.
b) Nel secondo caso si tende all’egocentrismo esasperato.
La “sana” autostima, invece, porta ad assaporare sfumature speciali e profonde della vita e delle relazioni, ponendo le persone in una posizione di 3 A, cioè:

  • Accoglienza,
  • Accettazione,
  • Amore

verso la propria persona e poi verso gli altri.

 

Un esempio pratico di ciò che scrivo?

Qualche sera fa, una donna che stimo molto e con cui condivido molti interessi e strumenti di crescita personale, mi ha detto:
“Tu mi dai il senso della donna di valore: quando mi confronto con te, anche io mi sento un po’ così”.

Confesso che è tra le attribuzioni più belle che abbia mai ricevuto in vita mia.

Come ho risposto?

Voglio dare le varie versioni possibili, a seconda del grado di autostima.

1. Versione A: autostima bassa/scarsa:
“No, ma on è vero. Credo che tu stia esagerando…quando mai…”

2. Versione B: autostima alta/eccessiva:
“Beh, in effetti me lo dicono in tanti, mi fa piacere che valga anche per te…”

3. Versione C: autostima sana:
“Grazie di cuore, credo di essere stata per te una specie di specchio. Tu sei di tuo, una donna di valore.
Penso che ciascuno di noi riconosca negli altri le qualità e i sentimenti più belli solo se porta il loro seme nel proprio cuore.

In altri tempi, avrei dato una risposta tipo la versione A, mettendo in discussione in modo negativo il pensiero della mia amica e respingendolo gratuitamente.
Invece è stato proprio grazie alla presa di coscienza di questo splendido sentimento, così come Francesco ha voluto definire la gratitudine, che sono stata pronta ad accogliere con amore e gratitudine il pensiero della mia amica.

 

Prova anche tu a fare questo esperimento…

Vorrei invitarti a fare questo piccolo esperimento, la prossima volta che qualcuno ha un pensiero gentile per te o ti attribuisce una qualità che ritieni importante e speciale, prima di respingerli o riempire solo il tuo ego, segui questi 5 semplici passi:

1. ferma il flusso dei tuoi pensieri,
2. ascolta,
3. respira profondamente,
4. sorridi,
5. ringrazia col cuore.

Seguendo questo piccolo schema, ho scoperto nel tempo la magia della sana autostima che mi ha condotta ad una profonda consapevolezza e accettazione di me stessa e a migliorare le mie relazioni con gli altri, dando valore a tutto ciò che di bello scorgevo e, soprattutto, ringraziando col cuore.

 

Se ti è piaciuto l’articolo ti invito a condividerlo con i tuoi amici e se desideri conoscere il metodo 3T che mi ha portata a costruire la mia felicità coltivando la gratitudine, corri a prendere il mio libro “Dillo con un GRAZIE e sii felice“.
Grazie, grazie, grazie
Anna Katia Di Sessa
la tua coach della gratitudine

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