Procediamo, ora, con l’analizzare i risultati ottenuti dall’indagine dell’Osservatorio sull’e-learning effettuata sulle università presenti sul nostro territorio nazionale.

Qual è l’obiettivo che si è posti? Come si è svolta tale indagine?

L’indagine si è focalizzata sulle università italiane con l’obiettivo di osservare l’evoluzione delle tendenze relative alla diffusione di attività in e-learning presso gli atenei. Essa si è articolata in due momenti:

  1. è stato visitato il sito di ciascuna delle 77 università italiane con l’intento di verificare quanto gli atenei utilizzino il sito web per descrivere e promuovere le proprie attività di e-learning,
  2. sono stati analizzati i risultati forniti da 26 università, corrispondenti al 34 % del totale

Inoltre è stata presa in considerazione una nuova presenza nel settore dell’istruzione: le università telematiche. In questo caso è stata solo “fotografata” questa realtà emergente, visitando i siti di questi atenei e riassumendo l’offerta formativa e le modalità di erogazione proposte.

Iniziamo il nostro viaggio tra i portali delle Università italiane…
 
Il monitoraggio dei portali delle 77 università italiane è stato effettuato per valutare lo sviluppo dei percorsi in modalità e-learning offerti dai diversi atenei e promossi sui portali. Quindi è stata effettuata un’analisi di tipo quantitativo condotta con l’obiettivo di censire non solo le iniziative di formazione a distanza, ma anche le strutture e gli strumenti utilizzati nella gestione/erogazione dei percorsi.
Questo tipo di indagine ha:
  1. analizzato le strutture, i centri di ateneo e i dipartimenti che propongono percorsi formativi online
  2. evidenziato l’esistenza di portali di accesso alle attività di e-learning
  3. rilevato il tipo di piattaforma utilizzata per l’erogazione dei percorsi formativi a distanza
  4. differenziato le diverse modalità di erogazione della didattica a distanza.
Quale visibilità ha l’e-learning nei portali delle università italiane?

E’ stato possibile evidenziare un peso e una visibilità diversa che le università attribuiscono alle attività di e-learning nelle presentazioni su web.
In alcuni siti, infatti, risultano ben evidenti in homepage i link che rimandano direttamente alle pagine dedicate all’e-learning, permettendo così un’analisi immediata e approfondita sia dell’offerta in e-learning che delle tecnologie utilizzate e dei servizi.
Dall’analisi eseguita risulta che solo 9 atenei, che includono nella propria offerta formativa le attività di elearning, presentano nel menu di navigazione nella homepage del proprio sito un riferimento diretto all’offerta di corsi in e-learning e comunque a una generica definizione di didattica online. In questi casi l’elearning viene “valorizzato” sui portali delle università e proposto come parte integrante dell’offerta formativa globale dell’ateneo.
Altri 12 atenei permettono un accesso piuttosto veloce alle iniziative formative legate all’e-learning cliccando sulla sezione “didattica” presente in homepage.
Negli altri siti universitari risulta, invece, molto difficoltoso accedere alle indicazioni relative ai progetti e alle attività di e-learning: in questi casi le informazioni relative alle iniziative formative a distanza sono state reperite utilizzando, se disponibili, i motori di ricerca interni ai siti stessi.
I risultati ottenuti hanno portato nella maggior parte dei casi a centri o strutture di ateneo dedicate, da cui è stato possibile desumere l’offerta formativa e le altre informazioni relative alla modalità di erogazione, alla piattaforma utilizzata, etc.
Risulta chiaro che non tutti gli atenei dedicano piena visibilità a questa modalità formativa a causa sia della mancanza di chiarezza delle informazioni fornite, che della tortuosità del percorso da effettuare tra i link dei vari dipartimenti, per giungere alle informazioni desiderate.
 

 
Qual è l’offerta di percorsi e-learning?

L’indagine sui portali ha esaminato l’offerta complessiva di formazione a distanza degli atenei, considerando le tre categorie di:
  • e-learning
  • teledidattica
  • didattica web enhanced (ovvero quella tradizionale che usa la rete per migliorare il servizio fornito)
Sulla base di quanto dichiarato sui siti web, circa l’89% degli atenei italiani include nella propria offerta formativa proposte di formazione a distanza, considerata nelle sue diverse forme.
Questo dato si riferisce alla visibilità data dalle università stesse ai propri corsi in e-learning e si discosta da quanto emerso dalle interrogazioni rivolte ai referenti per l’e-learning degli atenei tramite questionario online.
Sul totale delle università italiane, secondo quanto dichiarato sui siti, ormai solo 8 università non propongono formazione veicolata da metodologie ICT.
L’offerta formativa riguarda soprattutto le discipline tecniche, economiche e scientifiche.Tuttavia, anche le facoltà umanistiche stanno incrementando la propria offerta relativa alla formazione a distanza e all’e-learning nei Corsi di Laurea e nei percorsi di formazione postuniversitaria.
Per quanto riguarda i percorsi formativi in e-learning puro (pure learning) le università che segnalano tale attività nel proprio sito sono circa il 70% del totale degli atenei.

Cosa si è evinto dal questionario?

Il questionario rivolto alle università è stato sviluppato ponendo particolare attenzione agli aspetti che dovrebbero definire l’impegno strategico e organizzativo di un ateneo attivo nel campo dell’e-learning.
Tutti gli atenei italiani sono stati chiamati a rispondere; il questionario è rimasto ‘aperto’ sul sito del Politecnico di Milano per circa 1 mese.

26 università su di un totale di 77, il 34% quindi, hanno collaborato all’indagine rispondendo al questionario.

Le notizie più interessanti emerse dall’analisi delle risposte fornite al questionario sono:
  • è aumentato il numero delle università italiane che offrono e-learning: 92% circa
  • le università dotate di un proprio centro per l’e-learning risultano essere circa il 73%
  • le diverse modalità di erogazione di formazione a distanza hanno mostrato un netto incremento quantitativo
Un altro dato fondamentale riguarda le piattaforme utilizzate nell’erogazione dei corsi in e-learning: le indagini svolte in passato hanno evidenziato un andamento altalenante nell’acquisizione delle piattaforme per la gestione dei servizi e-learning.
La ricerca, ora, ha rilevato che diversi atenei producono al proprio interno una piattaforma dedicata ai servizi di e-learning. Come già evidenziato nelle precedenti edizioni dell’Osservatorio, anche questa volta si sono messe in evidenza le principali difficoltà e le principali motivazioni legate all’adozione delle modalità formative a distanza.

Quali sono le motivazioni dei docenti?

Le principali motivazioni di adozione della modalità formativa a distanza sono imputabili alle particolari caratteristiche di flessibilità tipiche dell’e-learning. La qualità dei contenuti e dei servizi dei corsi e-elarning risulta essere tra i principali motivi che favoriscono l’adozione della formazione a distanza.
A fronte dei numerosi vantaggi che spingono gli atenei che hanno partecipato all’indagine ad adottare percorsi in e-learning, anche in questa indagine si registrano ancora numerosi ostacoli e difficoltà nel compiere scelte legati a questa modalità formativa.
Esiste ancora ed è ancora molto diffusa (nel 77% degli atenei del campione) una certa diffidenza e una scarsa informazione da parte del corpo docente relativamente alle potenzialità dell’e-learning.
E’ importante evidenziare che a fronte di questo ostacolo, così difficile da superare, nessun ateneo ha considerato l’eventuale minor efficacia di questa modalità formativa come un possibile ostacolo all’adozione di iniziative in e-learning.
 
Inoltre tale indagine ha analizzato le motivazioni legate all’eventuale riconoscimento dell’impegno didattico online a livello di carriera:
  • 14 università hanno risposto che la mancanza di tale riconoscimento costituisce un effettivo ostacolo all’adozione di soluzioni e-learning

Inoltre, alla domanda posta nel questionario: “Sono previste forme di incentivo e supporto che motivino il docente all’impiego dell’e-learning?” una sola università ha risposto che tale riconoscimento è legato alla carriera.


 
Quali sono gli  elementi di successo di un percorso e-learning?
  • il supporto al docente/tutor (principale elemento di successo per 22 università)
  • la qualità dei contenuti (segnalata da molti atenei)
  • la qualità dell’instructional design
  • la strategia di ateneo
  • il coinvolgimento degli organi istituzionali (elemento individuato da 17 università)
 

Concludendo, si auspica che le università che hanno già esperienze di adozione di e-learning diventino modelli da seguire per gli altri atenei.
La crescita attesa del settore potrà garantire un positivo impatto sociale anche a livello occupazionale, dove si prevede la creazione di nuovi posti di lavoro tra instructional designer, multimedia publisher, editor, grafici, programmatori e tutor.
 
E al giorni d’oggi ditemi se non c’è bisogno di lavoro! 🙂

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