Analizziamo, ora, le caratteristiche e le dinamiche dell’e-learning relativamente alla seconda delle quattro aree di fruizione: la Pubblica Amministrazione.
 
A chi si è rivolta la ricerca dell’Osservatorio ANEE sull’e-learning 2006?
La ricerca è stata rivolta a 251 enti, a tutti i livelli dell’apparato amministrativo pubblico.
In particolare, è stato consegnato il questionario a:
  • 38 Amministrazioni Centrali, tra Ministeri ed Enti Pubblici
  • tutte le Regioni
  • Pubblica Amministrazione Locale (le 56 Province con una popolazione pari o superiore ai 350.000 abitanti e i 106 Comuni capoluogo di provincia o con popolazione superiore ai 100.000 abitanti)
  • 31 tra Agenzie, altri enti e Istituti
Il tasso di risposta è stato complessivamente del 45%:  ha compilato il questionario più della metà delle Province, fino all’80% delle Regioni.
 
Da una prima analisi si è subito notato che il 40% degli enti intervistati ha usufruito di formazione erogata in e-learning, per una spesa di oltre 4 milioni e mezzo di euro destinata a progetti di cui hanno beneficiato 26.000 dipendenti.

 

 
Nel dettaglio, rispetto al 2005 cresce in alcuni contesti il ricorso all’e-learning, come nelle Regioni ad esempio, dove si passa dal 53% al 56%, e nei Comuni, dove l’aumento è del 7% passando dal 25% al 32%.
 
Ma quali sono i contenuti formativi più richiesti?
Per quanto riguarda i contenuti dei corsi erogati in e-learning, l’informatica si conferma l’area per la quale gli enti ricorrono maggiormente a questa metodologia (30%). Seguita subito dopo dall’area giuridico normativa e dalle lingue, rispettivamente con il 15% e il 14%, come riportato dalla seguente tabella.
 

 

 
 
Quali sono le categorie a cui si rivolge l’e-learning nelle P.A.?
Nella ripartizione per categorie vi è da evidenziare che un 38% è riservato ai Profili Tecnici ed un 36% a quelli Amministrativi, ed il restante 26% è destinato alle figure dirigenziali, come evidenzia il grafico sottostante.
 
 
 
Soddisfatti o Insoddisfatti?
Per quanto attiene il grado di soddisfazione degli intervistati, l’esperienza di progetti formativi in e-learning risulta in linea con le attese per la maggior parte degli enti.
Riguardo agli enti per i quali il grado di soddisfazione si è dimostrato inferiore alle aspettative essi attribuiscono il problema all’Assenza di tutor e di figure di supporto.
Nel complesso vengono evidenziati proprio quegli aspetti che attengono ad una delle caratteristiche cruciali dell’e-learning:
  1. da un lato metodologia che sfrutta le potenzialità offerte dall’ICT
  2. dall’altro attività formativa che rischia di essere poco efficace se non supportata da una continua interazione (seppure virtuale) tra docenti e fruitori. 
Ecco allora raffigurati i motivi di insoddisfazione legati all’esperienza di progetti in e-learning:
 
 
 
Ma cosa ostacola l’adozione di progetti formativi in e-learning?
 
 
 
 
Ma quale futuro attende l’e-learning e le P.A.?
Oltre la metà degli intervistati è intenzionata o probabilmente intenzionata a sviluppare ulteriormente le attività di e-Learning nel futuro.
La volontà di sviluppare l’attività formativa in e-learning è condivisa a tutti i livelli della Pubblica Amministrazione, con una concentrazione massima per Agenzie, Enti ed Istituti del 63%, con un 56% e 53% rispettivamente per PAC e Regioni.
Decisamente interessante la quota destinata alla realizzazione/aumento di nuovi corsi sviluppati ad hoc in base alle esigenze della propria utenza. Questi infatti vanno da un 33% delle Province, ad un 24% di Regioni e Pubbliche Amministrazioni Centrali.
 
 
 
Si amplia sempre di più la dotazione hardware e software. La disponibilità di un PC per ciascun addetto sta divenendo una realtà a tutti i livelli della Pubblica Amministrazione.Realtà come quelle delle Province e delle Regioni, infatti, hanno ormai consolidato il rapporto 1 a 1 tra addetto e dotazione hardware (PC). Rapporto questo, confermato anche dall’80% dei Comuni.
 
 


 

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