Nella nostra società, informatizzazione e telematica rappresentano un binomio di straordinaria importanza e diffusione tanto da fornire strumenti indispensabili e irrinunciabili nello svolgimento di attività quotidiane anche di indubbia complessità.

Tali tecnologie hanno consentito, nel corso degli anni, un enorme salto di qualità, introducendo nuove forme di comunicazione, di elaborazione e di archiviazione delle informazioni che sono state impiegate sia a livello individuale che collettivo per le finalità più diverse.
 
A partire dagli anni ’80, la trattazione, l’archiviazione e la trasmissione a distanza dei dati, si rese sempre più necessaria nella quotidianità lavorativa e nelle relazioni tra soggetti.
In Italia, già, verso la fine degli anni ’70, si partì con i grandi sistemi di elaborazione dei dati utilizzati nei principali settori di servizio della Pubblica Amministrazione.
 
La miniaturizzazione dei componenti elettronici e la conseguente riduzione dei prezzi di produzione su scala mondiale provocarono il successo dell’elettronica di massa, quella legata al fenomeno del Personal Computer (Pc) e quindi, più in generale, all’utilizzo di chip di consumo integrati nell’architettura delle macchine di uso domestico.
 
I Personal Computer cominciarono ad invadere il mercato, fino a quando le imprese del settore bancario, assicurativo e finanziario svilupparono le prime reti telematiche globali con cui era possibile colloquiare con qualsiasi parte del mondo, con evidente risparmio di tempi e di costi.
 
L’uomo aveva a disposizione uno strumento di comunicazione, a livello globale, importantissimo: Internet.
 
Internet era nato nel 1969 quando, all’Agenzia di Ricerche per Progetti Avanzati (ARPA) della Difesa americana, venne affidato il progetto ARPANET, in via sperimentale, avente lo scopo di creare un sistema di telecomunicazione capace di resistere ad un eventuale attacco nucleare sovietico.
 
Furono create piccole reti locali (Local Area Network – LAN) in punti strategici del territorio statunitense e collegate tra loro attraverso reti di 
telecomunicazione geografica (Wide Area Network – WAN). Qualora una città fosse stata distrutta da un attacco nucleare, questa “rete di reti” interconnesse avrebbe garantito le comunicazioni tra le rimanenti città.
 
La peculiarità di questo sistema di comunicazione era rappresentata dal fatto che i messaggi tra i vari elaboratori non avrebbero dovuto viaggiare necessariamente lungo lo stesso percorso. Per questo motivo, venne adottato il metodo del “packet switching” in cui i singoli messaggi venivano suddivisi in tanti pacchetti più piccoli che poi venivano automaticamente riuniti dall’elaboratore ricevente.
 
Più tardi, si formarono nuove reti in grado di collegare tra loro università, studi di ricerca, imprese e singoli di tutto il mondo, consentendo agli utenti di qualsiasi degli elaboratori connessi ad una di queste reti di trasmettere messaggi agli utenti di altre reti.
In questo modo, Arpanet si snaturalizzò lasciando il posto ad Internet come oggi lo conosciamo.
 
Nessun singolo ente, università, impresa, governo, istituzione no profit gestisce Internet.
Internet è uno strumento di comunicazione che collega milioni di persone tra loro e consente l’accesso ad una quantità inesauribile di informazioni, annullando ogni distanza.
 
Al suo successo hanno, indubbiamente, contribuito sia la semplicità di connessione alla rete sia la faciltà di uso degli strumenti frequentemente utilizzati per raggiungere le informazioni in essa collocate, tra cui il World Wide Web.

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