Quale stile educativo devo adottare per mio figlio? Devo essere un genitore permissivo o autoritario?

Tutti i genitori si pongono queste domande perché vogliono che il proprio figlio cresca nel migliore dei modi.

Non esistono dei modelli educativi ben precisi ma solo delle piccole regole che possono semplificare il “lavoro”.

La prima regola è quella dei “no”. Ogni genitore deve essere capace di dare dei limiti ai propri figli, per il bambino sarà un ostacolo mentre il genitore ha voluto fargli capire che il comportamento adottato è sbagliato, solo così il bimbo capirà l’errore.

Ogni madre e ogni padre devono essere autorevoli e mai autoritari.

 

Autorevolezza o autoritarismo?

L’autorevolezza fa capire al bambino che il genitore è presente per ascoltarlo e aiutarlo.

L’autoritarismo invece, non implica la disponibilità nell’ascolto ma l’uso della violenza, della forza. Quindi urla e punizioni troppo dure possono suscitare nei figli stati d’ansia e conformismo psicologico ovvero la diminuzione della considerazione di sé.

Non si deve essere duri ma nemmeno iperprotettivi.

 

Un atteggiamento iperprotettivo non permette al bambino di sperimentare perché anche se sbagliando, nella vita si devono compiere tanti tentativi.

 

Un ultimo consiglio…

L’ultima regola da seguire è quella di non trascurare i figli. I bambini trascurati non si sentono né amati né accettati e sono disposti a tutto per ricevere un po’ di affetto e approvazione. Tutto questo può portare ansia e scarsa stima di sé stessi.

Fare i genitori non è semplice ma io penso che basti fare un po’ di attenzione sui modi con i quali ci poniamo ai bambini, loro sono molto sensibili, a volte una parola fuori posto che può subito modificargli l’umore.

 

Autrice: Anita Petrosino

 

4 Commenti

  1. Alfonso Musella-Reply
    14 aprile 2014 alle 19:07

    Devo fare una breve premessa prima di commentare l’articolo. In un’azienda in cui ho lavorato, tra i miei compiti vi era anche quello della gestione umana oltre a quello di realizzare i lavori di installazione e collaudo di centrali telefoniche pubbliche, talvolta anche private e posso assicurare che la parte più difficile dei miei compiti era quello di rapportarmi con i collaboratori così come si fa con i figli;
    Io non sono uno psicologo o un sociologo e posso confermare, a mio modesto giudizio, che non è una cosa facile. Non si può applicare una regola come in Matematica perché non si può pensare che la regola è quella e quindi dare un giudizio sempre uguale.
    Pertanto dico che tra figlio e genitori non si può utilizzare lo stesso metodo, dipende da caso a caso e non è cosa facile. Per concludere dico che bisogna avere la capacità di capire in quel momento lo stato psicologico del bambino e dire se va bene oppure fare il duro, ogni tanto però, e dire no, così come dice l’autrice dell’articolo.

    Io appartengo a quella generazione fatta di sacrifici per il periodo della guerra e, non meno, quella del dopo guerra. Oggi i ragazzi vivono, diciamolo con chiarezza, un periodo diverso dal mio, lasciamo vivere bene i nostri figli così ricorderanno la loro infanzia con “felicità” e non con austerità, per questa c’è sempre tempo per viverla come in questo periodo di assoluta austerità. Forse gli psicologi talvolta sbagliano perché avere dei buoni rapporti con i figli non dobbiamo applicare alcun teorema,siamo uno diverso dall’altro,va bene per uno dire si e per l’altro è opportuno dire ni.
    Cordiali saluti a chi mi legge.

    • 18 aprile 2014 alle 14:35

      Grazie a tutti per aver letto e commentato il mio articolo! Signor Musella ha ragione, non esistono regole per crescere i figli perchè ogni bambino è diverso, ogni bambino ha un CARATTERE diverso. Le “regole” che ho descritto nel mio articolo sono solo delle linee guida generali poi, ogni genitore sceglie quella più adatta a suo figlio e soprattutto sceglie il modo migliore per applicarle.
      Cordiali saluti a tutti.

  2. 14 aprile 2014 alle 19:20

    Complimenti per l’articolo Anita! 😉

  3. 16 aprile 2014 alle 09:29

    Concordo con quanto dici, cara Anita! Da genitore cerco di fare sempre del mio meglio 🙂

Lascia un commento

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure iscriviti senza commentare.